Il lamento è uno sport di gruppo, colpevolmente sempre più diffuso: ci si lamenta di ciò che si ha, di ciò che non si ha, di ciò che si vorrebbe e di ciò che si ha, ma si vorrebbe diverso.

Tranquillo, è un meccanismo piuttosto naturale: la nostra mente infatti è “progettata” per difendere le risorse di cui godiamo, per non farci sprecare energie, e per questo ci suggerisce sempre la via più breve, quella meno faticosa e meno impegnativa.

Senza dubbio costituisce un grande vantaggio in alcune situazioni, ma in altre questa inclinazione manifesta tantissimi punti deboli. Di fronte ad una difficoltà ad esempio, o in una situazione che non abbiamo mai sperimentato, che non abbiamo previsto o che non conosciamo – come un cambiamento o un imprevisto – la via più semplice è proprio quella di attribuirne la responsabilità agli altri, e quindi lamentarsene.

E’ la via più semplice, il lamento, perché ti permette di “pulire la coscienza”, non sentire il peso dell’azione, non dover per forza fare qualcosa. Basta dire che “la responsabilità non è mia soltanto, la colpa è di ….”

Il lamento deriva quindi da una condizione di impotenza

in cui l’essere umano preferisce crogiolarsi, piuttosto che rimboccarsi le mani ed agire, rischiando di sbagliare, o sperimentare azioni nuove, impegnandosi in un percorso di miglioramento, di studio, di fatica.

Lo stesso percorso che la mente rifiuta proprio perché faticoso. L’alternativa semplice, immediata, a costo zero è quindi quella di attribuire ad altri la propria “trista realtà”. E quindi nasce il lamento, che è appunto il grido triste di chi attribuisce ad altri la responsabilità di ciò che gli accade.

Nella nostra esperienza di consulenti direzionali di impresa ci capita spesso di raccogliere i lamenti degli imprenditori: troppe tasse, dipendenti incapaci e senza iniziativa, un socio fannullone, i fornitori inaffidabili, i clienti pretestuosi e pretenziosi. Quando accade questo, purtroppo, l’imprenditore è bollito.

“Bollito” significa che è incapace di fare fronte a quello che di fatto è il suo ruolo. L’imprenditore non produce, non compra né vende, non cresce se non perché risolve problemi che i Clienti hanno. Se di fonte ai propri problemi si mostra incapace di affrontarli e proporre una soluzione, come potrà il suo prodotto o servizio risolvere i problemi dei propri clienti?

Conosciamo personalmente persone che si lamentano da anni della stessa situazione, dello stesso problema, della stessa condizione e da anni continuano a non far nulla. Perché FARE è fatica – occorre muoversi, capire, studiare, sperimentare, misurare, rischiare, fallire, riprovare, perseverare – mentre scaricare la responsabilità su qualcosa di diverso da sé è immediato, gratis, semplice e veloce. E tranquillizzante. Perché se è colpa sua, tu che problemi vuoi avere? Nessuno.

L’imprenditore che si lamenta rimane schiavo di altri: se ti lamenti, nella tua vita, nel tuo lavoro, nella tua vita sociale comanda qualcun altro. Se vuoi, nessun problema. Io non ho mai visto però qualcuno che arrivasse al Successo – qualsiasi cosa si intenda per Successo – perché nella sua vita comandava qualcun altro, non ho conosciuto mai nessuna persona di Successo che lo abbia raggiunto senza prendersi la responsabilità, diretta, personale, di qualche aspetto della sua vita.

Un ulteriore problema che nasce dal lamento è che vanifica la provocazione: quando ti viene da lamentarti è perché stai reagendo a qualcosa che non va come desideri, che non hai e desidereresti, che hai e non desidereresti…etc (la lista è lunga). Ma se continui a lamentarti e non agisci, la provocazione cadrà nel vuoto, sarà inutile, anzi deleteria perché il lamento non influisce concretamente sulla tua situazione, non ti dà alcun vantaggio se non un breve sfogo ed un sollievo momentaneo e porta con sé frustrazione, tristezza, insoddisfazione, che ti faranno lamentare di più.

Il lamento è il circolo vizioso di chi non ha il potere

(o pensa di non averne) per cambiare le cose che non gli piacciono. Invece ce l’hai sempre, il potere. Purché tu sia disposto a pagarne il prezzo iniziando dal non lamentarti.

Scrive Eckhart Tolle:

“Lamentarsi e reagire sono schemi favoriti della mente grazie ai quali l’ego rafforza se stesso. Per molte persone, gran parte dell’attività mentale-emozionale consiste nel lamentarsi e reagire contro questo o quello. Così facendo, rendete gli altri o la situazione «sbagliati» e voi stessi «giusti». Grazie al fatto che vi sentite «giusti» vi sentite superiori, e grazie al fatto che vi sentite superiori rafforzate il vostro senso del sé. In realtà state ovviamente rafforzando solo l’illusione dell’ego. Potete osservare in voi questi schemi e riconoscere la voce che si lamenta nella vostra testa, per quello che è?”

La tua reazione al lamento dice a che livello di responsabilità reale (non pensata) sei, e quanta capacità di incidere sulla realtà hai effettivamente (non quella che ti dici di avere).

L’assenza di lamento è un grande predittore di successo (qualsiasi cosa si intenda per successo).

Ti saremmo grati se vorrai commentare di seguito: se vuoi ricevere più informazioni su come poter lavorare e crescere, se vuoi approfondire come sia possibile ottenere un vantaggio competitivo, in mezzo alla tempesta, scrivi a chiedi@whitening.life oppure seguici sui nostri social.

Per rimanere aggiornato, puoi iscriverti alla nostra newsletter compilando il modulo sulla pagina “Risultati o Rimborsati” dove potrai scaricare un prezioso omaggio per cominciare subito a lavorare.

Grazie della tua attenzione! A presto