Il Personal Branding è un concetto molto inflazionato, ma molto chiaro: ti sei mai chiesto se i tuoi clienti ti conoscono bene?  O Se quello che gli utenti conoscono di te rispecchia completamente i tuoi valori, la tua professionalità, la mission e la vision della tua azienda?

Costruirsi una reputazione positiva e quindi essere considerato dagli utenti un imprenditore affidabile o uno stimato professionista è fondamentale per portare avanti la propria carriera, come lo è costruire un prodotto innovativo e ben fatto o un servizio risolutivo ed indispensabile.

Ma che senso ha impegnarsi così tanto senza comunicarlo come si deve?

Qual è il vantaggio di realizzare un film commovente senza farlo uscire al cinema? O di cucinare il dolce più buono del mondo e mangiarlo solo tu senza farlo assaggiare a nessuno?

Converrai con me che il vantaggio è nullo.

Ed è qui che entra in gioco la famosa espressione personal branding, tanto usata da molti, non sempre in modo corretto ed efficace. Ma partiamo dalle basi,

Come possiamo definire personal branding?

Il personal branding è un insieme di attività che si mettono in pratica online ed offline per promuovere se stessi, la propria professionalità, esperienza e carriera. Una strategia che non può essere realizzata una volta tanto, ma che va portata avanti giorno dopo giorno seguendo tre concetti chiave che sono fondamentali per una comunicazione efficace.

Costanza, coerenza e trasparenza, le tre parole chiave per il personal branding

Abbiamo già parlato di costanza in precedenza: il personal branding, infatti, ha bisogno di essere alimentato quotidianamente. Come una pianta che ha bisogno dell’acqua per crescere. Perché, soprattutto nel mondo digitale, essere sempre attivi con i contenuti giusti ti permette di farti conoscere sempre di più e sempre meglio.

La seconda parole chiave la coerenza, quell’aspetto fondamentale sul quale devi basarti per creare fiducia con gli utenti. Coerenza nel tempo e soprattutto coerenza nei canali di comunicazione che utilizzo. Perché ogni canale online ha le proprie peculiarità e soprattutto toni di voce e formati di contenuti diversi l’uno all’altro.

Ad esempio, se voglio farmi conoscere su Instagram punterò sulla parte visuale, mentre su LinkedIn e Facebook punterò anche alla parte testuale con uno storytelling coinvolgente, senza dimenticare che le due piattaforme hanno target diversi.

Ed infine parliamo di trasparenza. In un mondo che si basa molto sulla costruzione di un rapporto di fiducia tra imprenditori e clienti, sapere comunicare chi siete al 100%, avendo ben chiari mission, vision della propria azienda e i propri valori differenzianti ti aiuta a non deludere i clienti.

Non dimenticare di individuare il target più giusto per te

Quali sono i tuoi potenziali clienti? A chi ti vuoi rivolgere con la tua comunicazione? Sapere riconoscere e rivolgere al pubblico giusto potrebbe fare una grande differenza nell’efficacia del personal branding. L’importante è trovare chi può aver bisogno di noi, quindi differenziarsi e posizionarsi in modo giusto sul mercato e soprattutto nella mente dei potenziali clienti.

Una volta trovato il tuo target sei già a buon punto, è vero il personal branding si concentra su noi stessi, sulla nostra vita personale e professionale, tuttavia il modo di comunicare, per essere vincente, va modellato sulle caratteristiche e i bisogni del nostro target di riferimento per far sì che avvenga il cosiddetto fenomeno dell’immedesimazione.

Le fasi principali del Personal Branding

Il percorso di Personal Branding si articola in tre fasi:

  • Creare una FOLLOWER BASE QUALIFICATA: coloro che seguono i profili devono rappresentare in toto il target, ovvero quali sono i potenziali clienti dell’attività.
  • Creare e realizzare un PIANO EDITORIALE con CONTENUTI DI VALORE e STRATEGICI: ora è il momento di creare contenuti che rispondono ai bisogni e desideri del tuo target rispettando gli obiettivi prefissati.
  • Realizzare CAMPAGNE SPONSORIZZATE: Stabilire il giusto budget e distribuirlo in modo efficace, minimo 200 euro al mese, anche se con i primi dati bisogna vedere il ritorno dall’investimento per capire se e quando eventualmente investire di più. Quali sono le campagne da attivare?

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