Il lamento dell'imprenditore

Uno dei segnali più autentici, sinceri, inequivocabili del fatto che un imprenditore ha bisogno di aiuto, e pure velocemente, è il livello del suo lamento.

L’imprenditore, in quanto fondatore o guida di un’impresa, porta su di sé una responsabilità enorme. Tuttavia, spesso assistiamo a continue lamentele riguardo ai loro dipendenti, al mercato e alle circostanze esterne, e persino al loro stesso prodotto e azienda. Queste lamentele non sono solo frutto di frustrante impotenza; manifestano una mancanza di consapevolezza e responsabilità da parte di chi guida l’impresa.

Il lamento, ricordiamolo per non fare confusione sui termini, è un’espressione di insoddisfazione o di risentimento, per lo più riferibile a fatti determinati e documentabili, sui quali non si ha possibilità di incidere ne di risolvere. 

Di qui già si potrebbe capire perché il lamento è un’espressione che dovrebbe davvero essere lontanissima dall’imprenditore, che notoriamente “imprende” cioè prende su di se un rischio e se lo gioca nel cambiare la realtà, quasi sempre risolvendo problemi.

Il lamento invece è segno di impotenza, inequivocabile sintomo del fatto che l’imprenditore ha perso l’indispensabile lucidità per risolvere il problema con il suo prodotto. E del fatto che “l’acqua è entrata nella barca” (se non comprendi la citazione, clicca qui)

Nella nostra esperienza, i lamenti appartengono a 3 categorie.

Lamento sui Dipendenti

Uno dei maggiori motivi di lamentela da parte degli imprenditori riguarda i dipendenti. Può succedere che un imprenditore si senta frustrato dalla mancanza di impegno, dalla scarsa produttività o dalla proporzione di assenteismo tra i dipendenti. Ad esempio, un proprietario di un ristorante potrebbe lamentarsi che il suo staff non segue le procedure di servizio corrette, danneggiando l’esperienza del cliente e, di conseguenza, le recensioni online.

Tuttavia, è fondamentale ricordare che la responsabilità per la motivazione e l’impegno dei dipendenti ricade sulla leadership dell’azienda. Spesso, questi problemi nascono da una mancanza di formazione adeguata, da una comunicazione inefficace o da una cultura aziendale scarsamente definita, soprattutto in ambiti in cui l’attività si tramanda di padre in figlio, e con questa pure tutta la caterva di errori e di incapacità.

Gli imprenditori devono invece riflettere su come possono migliorare il loro ambiente di lavoro e incentivare i propri dipendenti a essere proattivi e coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Lamento sul Mercato e per le Situazioni Esterne

Un altro ambito in cui gli imprenditori tendono a lamentarsi è il mercato.

Alti livelli di concorrenza, cambiamenti nella domanda dei consumatori o fluttuazioni economiche sono spunti comuni per esprimere frustrazione. Come “La crisi“. Le crisi ci sono sempre state, sono strutturali. E purtroppo esistono e sono molto più gravi nella testa delle persone che nel loro portafoglio, come certifica l’ISTAT.

Ad esempio, durante la pandemia, molti negozi al dettaglio hanno lamentato la perdita di fatturato a causa delle restrizioni. Tuttavia, è fondamentale che l’imprenditore comprenda che, sebbene questi eventi siano al di fuori del loro controllo, la reazione a tali sfide è ciò che distingue un buon imprenditore da uno mediocre.

Piuttosto che lamentarsi per fattore esterni che non possono governare e sui quali non possono influire, gli  imprenditori di successo si adattano e innovano. Ed è grazie alla loro creatività che ce la fanno.

Prendiamo l’esempio dei ristoranti che hanno rapidamente implementato il delivery o il take-out durante la pandemia. Queste aziende hanno visto un’opportunità in una situazione critica, dimostrando che l’adattabilità è fondamentale per la sopravvivenza nel mondo imprenditoriale.

Lamento sul Prodotto e sulla stessa Azienda

Infine, c’è il lamento riguardo al prodotto e – a volte – anche il lamento sulla propria azienda, vissuta come una schiavitù.

Gli imprenditori possono sentirsi insoddisfatti delle vendite o della qualità dei loro prodotti. Tuttavia, piuttosto potrebbero rivedere le loro strategie di sviluppo e marketing, utilizzare metodologie di contaminazione (analisi Oceano Blu, ad esempio) o lavorare ad un miglioramento della propria proposta commerciale.

Le ricerche di mercato, le attività di ricerca e sviluppo, la raccolta di questionari di soddisfazione o le proposte di miglioramento, lo studio della concorrenza, la comunicazione del messaggio e persino il feedback dei clienti sono attività molto più interessanti e produttive che lamentarsi del fatto che “sono lo schiavo della mia azienda“.

Un imprenditore dovrebbe essere in grado di affrontare queste sfide in modo proattivo, cercando di capire perché un prodotto non ha avuto successo, piuttosto che darne la colpa alle circostanze avverse o alla “sfortuna“. Questo approccio non solo facilita una crescita personale, ma può anche portare a soluzioni innovative che si rivelano preziose per l’azienda.

Per concludere, lasciateci essere diretti:

1- Il lamento NON risolve il problema e nel migliore dei casi è inutile. Spesso peggiorativo della situazione;

2- Se a lamentarsi, poi, è proprio l’imprenditore, allora siamo in presenza di un chiaro sintomo di una mancanza di responsabilità e consapevolezza. L’imprenditore deve realizzare che la gestione di un’impresa è un compito che richiede dedizione, competenza e un approccio metodico.

L’imprenditoria è, senza dubbio, uno dei mestieri più nobili al mondo, ma richiede regole da seguire e una preparazione adeguata.

Quando un imprenditore si lamenta senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie decisioni, dimostra di non possedere la maturità necessaria e le competenze per affrontare le sfide del proprio ruolo. E se non cercherà di crescere e impararle, allora è naturale, normale, e da un certo punto di vista pure giusto che ceda, lasciando il campo a chi invece ci mette faccia, cuore e tanto altro.

Per avere successo, è fondamentale crescere, imparare dai fallimenti e abbracciare la responsabilità. Solo così si potrà veramente conquistare il rispetto dei dipendenti, affrontare il mercato con determinazione e sviluppare prodotti che riflettano la visione di un’azienda innovativa e forte.

Frase del mese per Gennaio 2026:

Se accendi una lanterna per qualcun altro, farà luce anche sul tuo cammino.

Incerta, ma attribuita a Buddha

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