Il lamento è la via più breve

Il lamento è la via più breve

Il problema arriva, perché i problemi arrivano sempre, nella vita di chiunque, mettiamoci l’anima in pace.

E quando il problema arriva, si schianta contro la nostra realtà come un meteorite. Distrugge le nostre certezze, mina i nostri programmi, sbriciola i pre-concetti. E causa dolore. Problemi piccoli creano piccoli dolori, fastidi e malesseri, grandi problemi producono traumi, danni persino permanenti a volte.

Si chiama vita.

E cosa facciamo quando ci arriva addosso un problema? Ce ne lamentiamo, per iniziare, dopo il primo istante di meraviglia. E poi?

Un sospiro profondo, una esclamazione drammatica, il racconto dettagliato delle nostre disgrazie, condite con immagini e sottolineature emotive, a chiunque sia abbastanza sfortunato da starci vicino.

Quando il lamento diventa un’abitudine

Il lamento è l’atteggiamento più veloce, semplice, facile e, soprattutto, meno faticoso che l’essere umano abbia mai inventato per affrontare un problema.

È una risposta immediata, quasi istintiva, una valvola di sfogo che ci permette di scaricare la tensione accumulata.

E dal momento che non costa fatica e non prevede alcuno sforzo, da risposta istintiva diventa comportamento ripetuto e cioè abitudine.

Sono forti le abitudini, perché ci aiutano a vivere, corrono in nostro soccorso quando ci sentiamo vulnerabili e quando ne abbiamo bisogno scattano automatiche. E ti ritrovi a lamentarti come abitudine di vita.

Il lamento è il percorso a minima resistenza, la strada più comoda per gestire l’imprevisto. Non richiede sforzo intellettuale, né pianificazione strategica, né la minima azione concreta.

Basta lamentarsi e il problema, che non è risolto, appare meno grave, meno insopportabile. Se mi lamento il problema rimane li, irrisolto e irrisolvibile, ma non è più una mia responsabilità, è fuori della mia zona d’influenza. “È così

La via più breve: il lamento

Il lamento è la via più breve tra lo schiaffo del problema e la tranquillità del non poterci fare nulla.

La verità scomoda è un’altra: il lamento è un palliativo, non è una risposta. È una non-risposta mascherata da azione. È un’illusione di controllo, una fiammella di illusione di protagonismo nella nostra personale tragedia. Ci fa sentire partecipi e persino attivi nell’affrontare la sfida, pur senza fare assolutamente nulla per risolverla. Un po’ come un giocatore che guarda la partita dalla tribuna, commentando le giocate degli altri, senza scendere mai in campo.

Eppure, paradossalmente, il lamento dona una strana serenità. È come una droga leggera: una dose immediata di sollievo che, seppur momentanea, ci evita l’angoscia dell’azione. L’ansia di dover prendere una decisione, di dover affrontare le conseguenze del problema, si dilegua momentaneamente nel mare del nostro lamento.

È la via più semplice per evitare l’ansia e la fatica di dover affrontare il problema. E nel praticare il lamento ci si sente giustificati, quasi eroici nella nostra sofferenza. La sua comodità, la facilità con cui lo mettiamo in campo, è proprio la sua pericolosità. Ci tiene intrappolati in una spirale di autocommiserazione, impedendoci di affrontare la realtà con concretezza. Ci intrappola in una bolla di negatività dove il problema rimane irrisolto, perpetrando il nostro stato di disagio.

Il lamento è un’arma a doppio taglio: ci regala un breve momento di sollievo, ma ci impedisce, o meglio ci giustifica dal non fare, e quindi ci blocca nel crescere, nell’imparare dalle difficoltà, nel trovare soluzioni efficaci.

Non si tratta di reprimere le emozioni, tutt’altro.

Ma imparare a distinguere tra lo sfogo emotivo e la soluzione del problema è fondamentale per una vita più piena, più attiva e, soprattutto, più felice. Perché alla fine, oltre il lamento, c’è la vita. E sta a noi decidere se viverla attivamente o semplicemente lamentandoci di come va.

Il lamento in questi ultimi tempi è diventato passatempo prima e business poi, basta guardare i social dove ci si lamenta di tutto: dal clima allo sport, dalla politica ai partner passando dai vicini di casa. C’è chi si lamenta e chi critica: sono due aspetti fortemente correlati. Ma di questo, forse, parleremo un’altra volta… magari in uno dei nostri #WhiteningFreeWebinar, l’appuntamento gratuito di Whitening che si svolge in diretta su Zoom l’ultimo giovedì di ogni mese.

Dei lamenti, invece, continueremo a parlare, per capire le loro origine, le motivazioni e le possibili soluzioni, che esistono sempre.

Frase del mese per Novembre 2025:

Dura verità: le tue competenze tecniche sono sostituibili. Le tue competenze trasversali non lo sono

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